Chirurgia delle Malformazioni del Volto

Cosa sono le malformazioni facciali?

Le malformazioni del volto sono alterazioni nella forma o nella struttura delle diverse componenti anatomiche del viso, presenti fin dalla nascita (congenite) o acquisite a seguito di traumi, tumori o altre patologie. Possono interessare varie aree, tra cui:

  • Labbro leporino e palatoschisi: Tra le più comuni malformazioni congenite, che interessano le labbra e il palato.
  • Malformazioni auricolari: Come l’anotia (assenza dell’orecchio) o la microtia (orecchio di dimensioni ridotte o malformato).
  • Malformazioni oculari e palpebrali: Che possono compromettere la vista o l’estetica dello sguardo.
  • Asimmetrie facciali: Spesso legate a difetti di sviluppo osseo o muscolare.
  • Nevrotumori e lesioni vascolari: Che richiedono un intervento chirurgico per la rimozione e la ricostruzione.

Il nostro approccio alla chirurgia ricostruttiva facciale

Il nostro obiettivo è duplice: ripristinare la funzionalità e migliorare l’armonia estetica del volto. Ogni caso viene studiato in modo approfondito, partendo da una diagnosi accurata e da un’attenta pianificazione pre-operatoria. Ci avvaliamo delle più moderne tecniche chirurgiche e di un approccio multidisciplinare, collaborando se necessario con specialisti di altre discipline (pediatri, logopedisti, ortodontisti) per garantire il miglior risultato possibile.

Le tecniche utilizzate variano a seconda della specifica malformazione e possono includere:

  • Innesti cutanei e lembi locali/liberi: Per la ricostruzione di tessuti mancanti.
  • Chirurgia ossea e riposizionamento scheletrico: Per correggere asimmetrie o difetti di sviluppo.
  • Espansori tissutali: Per favorire la crescita di nuova pelle e tessuti.
  • Chirurgia laser: Per il trattamento di alcune lesioni vascolari o cicatrici.

Protesi mammarie: forma, dimensione e posizionamento

Il successo dell’intervento di mastoplastica additiva dipende da una valutazione accurata e personalizzata.
Durante la visita preoperatoria si definiscono:

  • La forma delle protesi (anatomiche o rotonde);
  • La dimensione (in base alla costituzione fisica e al desiderio della paziente);
  • Il posizionamento della protesi:
    • Retroghiandolare: dietro la ghiandola mammaria;
    • Retromuscolare: dietro il muscolo pettorale;
    • Dual plane: dietro il muscolo nella parte superiore, dietro la ghiandola nella parte inferiore.

La tecnica dual plane rappresenta spesso la scelta ottimale per ottenere un risultato naturale e armonico, soprattutto nei casi in cui si voglia un buon riempimento del polo superiore del seno, senza rinunciare alla naturalezza nella parte inferiore.

Nei casi in cui la ghiandola mammaria sia già ben rappresentata (come dopo un’allattamento) e il seno risulti leggermente ptosico (abbassato), il posizionamento retroghiandolare può offrire un eccellente risultato estetico, particolarmente naturale.

Come si svolge l’intervento

La mastoplastica additiva si esegue in anestesia generale (in rari casi in anestesia locale con sedazione) e ha una durata media di 1-2 ore.
La protesi viene inserita tramite una piccola incisione nel margine inferiore dell’areola o al solco sottomammario, che lascia una cicatrice minima e ben nascosta.

L’intervento si svolge in regime di day surgery o con una breve degenza.

Recupero post-operatorio

Dopo l’intervento, la paziente deve indossare un reggiseno contenitivo per alcune settimane.
È possibile avvertire un leggero senso di tensione o indolenzimento nella zona toracica, soprattutto nei primi giorni, ma il recupero è generalmente rapido.
Le attività quotidiane possono essere riprese nell’arco di pochi giorni, mentre per l’attività sportiva è consigliato attendere circa 4-6 settimane.

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